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Come usare il Pensiero Laterale

Il pensiero laterale (lateral thinking) consiste nell’osservazione di un problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede un’unica soluzione diretta al problema.

Il termine pensiero laterale è dello psicologo Edward De Bono, coniato nel 1967. Oggi il Lateral Thinking si applica soprattutto per alimentare e sviluppare il pensiero creativo all’interno di un’organizzazione per trovare nuove soluzioni ai problemi di tutti i giorni.

Un rompicapo “illuminante” sul pensiero laterale

Un calzante esempio di pensiero laterale, è il rompicapo della lampadina e i tre interruttori.

In una prima stanza chiusa, è contenuta una lampadina ad incandescenza; nella seconda stanza, da cui la prima non è direttamente visibile, ci sono tre interruttori.

Solo uno di questi interruttori accende la lampadina.

Potendo azionare i tre interruttori a proprio piacimento, e potendo andare nella stanza chiusa solo una volta per verificare lo stato della lampadina, come si può determinare l’interruttore in grado di accenderla?

Le condizioni iniziali sono:

  1. Lampadina spenta
  2. Tutti gli interruttori in posizione off

Soluzione

Si mettono due interruttori (che chiameremo 1 e 2) su ON, si attende qualche minuto e se ne spegne uno (per esempio l’ 1). Si va quindi a controllare la lampadina.

  • Se la lampadina è accesa l’interruttore giusto è il numero 2.
  • Spenta ma calda l’interruttore giusto è l’1.
  • Se invece la lampadina è spenta e fredda l’interruttore giusto è il numero 3.

A volte un approccio puramente logico non permette di risolvere un problema per quanto semplice o complesso possa essere.

Lo sviluppo del pensiero laterale aiuta a rompere gli schemi e migliorare il problem solving. Adottato in un’ottica imprenditoriale o all’interno di un’organizzazione, potrebbe essere fonte di sviluppo ed innovazione.

Uscire dallo status quo con il lateral thinking

Capita che un’azienda, con il passare del tempo, si fossilizzi con dei processi o delle regole che limitano la creatività dei propri dipendenti. Di conseguenza anche i compiti sono svolti più lentamente.

Il pensiero laterale può aiutare a uscire dallo status quo, fornire un nuovo modo di pensare, come organizzare le attività umane per offrire maggiori benefici alla società o all’azienda e valore agli individui, eliminando gli sprechi, seguendo il lean thinking.

Sviluppare il Lateral Thinking nei propri dipendenti è il modo migliore per evitare di far invecchiare la propria attività, o farla soccombere alle novità del mercato.

Parola d’ordine: innovazione

INNOVARE, ecco l’obbligo delle aziende per rimanere competitive. Spesso si ricorre ad un aiuto esterno rivolgendosi a start up giovani ed intraprendenti, o si possono coltivare i talenti nascosti all’interno del proprio organico.

Il pensiero laterale porta a quattro fasi :

  • Genera nuove idee favorisce lo sviluppo dell’ “imprenditorialità interna” (intrapreneurship)
  • Ricerca nuove soluzioni e metodi unici o nuove possibilità di business,
  • Massimizza il ritorno dell’investimento (ROI) trovando le migliori opportunità di crescita
  • Analizza continuamente i processi creativi per adattarli al mondo reale e far si che funzionino.

L’innovazione è una conseguenza del pensiero laterale, non saper stare al passo con i tempi, non saper sfruttare le risorse (persone o strumenti) porta inevitabilmente al fallimento.

Oggi siamo abituati a cambiamenti veloci e costanti, è quindi importante possedere una flessibilità di pensiero (e imprenditoriale) tale da riuscire a espandersi e scoprire nuove strade.

La creatività è un grande motivatore perché rende le persone interessate a ciò che stanno facendo. Dà speranza che ci possa essere un’idea utile. La creatività offre a tutti la possibilità di una sorta di successo. 

Essere creativi rende la vita più divertente e più interessante.

Edward de Bono

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